Un racconto di terra e innovazione

Il territorio di Irpinia e Sannio, custode di una tradizione vitivinicola millenaria, si prepara a dominare la scena del 57° Vinitaly (6-9 aprile, Veronafiere) con una presenza senza precedenti: 111 cantine riunite in una collettiva di 3.000 metri quadrati nel padiglione della Campania, curata dalla Camera di Commercio Irpinia Sannio e dai Consorzi di tutela dei vini d’Irpinia e Sannio. Un vero e proprio distretto enologico che, con i suoi 17.000 ettari di vigneti, rappresenta il 68% della superficie vitata campana e produce 35 milioni di bottiglie all’anno, per un valore di 120 milioni di euro. Numeri che raccontano una filiera in costante evoluzione, trainata da 300 aziende verticali e da un export in crescita del 7% nel 2024, raggiungendo i 29 milioni di euro, con gli Stati Uniti come mercato di riferimento (30% delle esportazioni).

Irpinia e Sannio non sono solo numeri, ma un mosaico di eccellenze: le Docg come il Taurasi, il Greco di Tufo e l’Aglianico del Taburno, le Dop Falanghina del Sannio e Irpinia, e l’Igp Benevento incarnano una biodiversità unica, frutto di terroir vulcanici, microclimi articolati e una storia di coltivazione che risale all’epoca romana. A guidare questa rivoluzione enologica sono soprattutto le donne, che in Campania rappresentano il 39% delle conduttrici d’impresa, la percentuale più alta d’Italia. “Il nostro obiettivo è consolidare l’identità territoriale, puntando su innovazione e sostenibilità per contrastare le sfide globali, dai dazi statunitensi al calo della domanda in mercati critici come Germania e Regno Unito”, spiega Girolamo Pettrone, commissario della Camera di Commercio Irpinia Sannio. Al centro della partecipazione al Vinitaly ci sono due progetti simbolo: “Storie di Futuro”, che attraverso video, social media e influencer come Luciano Pignataro racconta le aziende più innovative, e “Dioniso”, un’iniziativa rivoluzionaria sviluppata con il Distretto Aerospaziale della Campania (DAC).

Quest’ultimo utilizza droni, sensori IoT e dati satellitari per monitorare i vigneti in tempo reale, ottimizzare l’uso dell’acqua, prevenire malattie e ridurre del 20% l’impiego di fitofarmaci. “Grazie a Dioniso, i viticoltori possono prendere decisioni basate su dati concreti, trasformando le sfide climatiche in opportunità”, afferma Luigi Carrino, presidente del DAC. Non mancano le novità editoriali: la seconda edizione della “Guida ai vini di Irpinia e Sannio”, curata dal giornalista Luciano Pignataro, sarà distribuita in anteprima a Vinitaly e allegata al quotidiano Il Mattino. La guida, con oltre 200 etichette recensite, diventa una bussola per esplorare un territorio dove il 54% dei vini del Sannio e l’84% di quelli irpini sono bianchi, e dove spiccano per struttura i rossi a base Aglianico. Il programma della collettiva include masterclass tematiche (come quella dedicata al Taurasi Riserva 2015), degustazioni guidate da esperti internazionali, e un focus sull’enoturismo, con percorsi che uniscono cantine, borghi medievali e siti archeologici. “Vogliamo far vivere il vino come esperienza totale, legata alla cultura e al paesaggio”, sottolinea Teresa Bruno, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Irpinia. Intanto, il Sannio celebra il +292% delle esportazioni in Spagna, segno di un appeal in crescita, nonostante il calo del -48,5% nel Regno Unito, legato alla Brexit.

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