Dal 26 al 28 novembre il cuore finanziario della capitale saudita, il King Abdullah Financial District, si è trasformato per tre giorni in una succursale del Fuorisalone milanese: con Red in Progress il Salone del Mobile.Milano ha fatto il suo debutto ufficiale in Arabia Saudita, siglando l’inizio di una partnership strategica con l’Architecture & Design Commission del Ministero della Cultura e portando il celebre segno rosso della manifestazione a ridisegnare lo spazio pubblico attraverso un’installazione firmata Giò Forma, un denso programma culturale curato da Annalisa Rosso e una piattaforma B2B che ha messo finalmente faccia a faccia l’industria italiana del progetto e l’ecosistema saudita in piena accelerazione.
Tra i protagonisti dell’allestimento, Desiree – marchio di comfort del Gruppo Euromobil – ha portato le sue icone Lacoon di Jai Jalan e Kara di Marc Sadler insieme alle più recenti Rito di Matteo Thun & Antonio Rodriguez e ai tavolini Stum di Setsu e Shinobu Ito, sistemate nella Business Lounge disegnata da Lissoni & Partners, dove la leggerezza avvolgente delle poltrone e l’equilibrio scultoreo dei volumi hanno raccontato un’idea di lusso intimo e sostenibile che sembra parlare esattamente la stessa lingua della Vision 2030. In un mercato che nel 2024 vale già 6,11 miliardi di euro e punta agli 8 nel 2030, con l’Italia che quest’anno ha esporta qui 288 milioni di arredo (+16,9%), l’operazione non è solo simbolica: Gruppo Euromobil, già presente con flagship a Riyadh e Dubai e rivenditori in Kuwait, usa l’evento per consolidare una rete che guarda lontano, mentre il Salone posa la prima pietra miliare di un appuntamento fisso a partire dal 2026. «Portare il nostro comfort trasversale in un contesto che unisce culture e sensibilità diverse è un passo naturale», ha commentato Luigi Lucchetta, product manager di Desiree, e in effetti, tra i grattacieli di KAFD, per tre giorni il design italiano ha dimostrato ancora una volta di saper essere ponte più che vetrina, dialogo più che monologo, accendendo nel deserto una luce rossa che Riyadh difficilmente dimenticherà.




