Eni, CDP Equity e Siem Industries hanno annunciato oggi la storica fusione tra Saipem e Subsea7, operazione che darà vita a un leader globale nel settore subacqueo e delle costruzioni offshore (E&C). L’accordo, definito “merger of equals” (fusione tra pari), unisce due realtà complementari con l’obiettivo di dominare un mercato in rapida evoluzione, tra transizione energetica e competizione tecnologica. La fusione transfrontaliera vedrà Subsea7 confluire in Saipem, che manterrà la sede legale in Italia e la quotazione principale a Piazza Affari, oltre a una nuova listing in Norvegia. Il rapporto di scambio è fissato al 50-50, con un patto di governance che garantirà equilibrio tra i soci di riferimento: Eni (10,6%), CDP Equity (6,4%) e Siem Industries (11,8%) controlleranno congiuntamente il 29% del capitale e nomineranno la maggioranza del consiglio d’amministrazione. L’intesa esclude obblighi di OPA e preserva la stabilità azionaria. L’unione combina le expertise geografiche e tecnologiche dei due gruppi: Saipem, forte in Mediterraneo, Africa e Medio Oriente; Subsea7, leader in Nord Europa e Americhe. La fusione promette sinergie operative (senza impatti occupazionali) grazie all’ottimizzazione della flotta sottomarina e a un’offerta integrata di servizi, dalla progettazione alla manutenzione. La nuova società avrà così maggiori risorse per competere nei mercati Oil & Gas e nelle infrastrutture per la transizione energetica, come eolico offshore e idrogeno.
Claudio Descalzi, AD di Eni, non nasconde l’ambizione industriale: «Saipem ha raggiunto un’eccellenza operativa che le permette di guidare questa trasformazione. Creiamo un player globale, pronto a rispondere alle sfide energetiche con tecnologie avanzate». Dario Scannapieco, numero uno di CDP, rimarca il valore strategico: «È un’operazione che rafforza l’industria italiana. Due eccellenze si uniscono per diventare un riferimento mondiale, sfruttando complementarietà e innovazione». L’accordo arriva in un momento cruciale per il settore energetico, tra pressioni per la decarbonizzazione e domanda di infrastrutture offshore. La fusione potrebbe accelerare gli investimenti in progetti low-carbon, posizionando il nuovo gruppo come partner ideale per governi e multinazionali. Eni e CDP prevedono una rivalutazione delle loro quote, mentre Siem Industries consolida il ruolo nel Nord Europa.
Gli analisti si attendono un rafforzamento della capacità finanziaria della nuova entità, con un EBITDA stimato in crescita del 15-20% entro il 2026. Restano da sciogliere alcuni nodi, come l’integrazione delle culture aziendali e la gestione di commesse in aree geopoliticamente sensibili. Intanto, Milano consolida il suo ruolo di hub energetico, mentre Oslo guadagna un nuovo big player in Borsa. La chiusura dell’operazione è attesa entro il 2026, previa approvazione degli azionisti e delle autorità antitrust.


