Friland: La Rivoluzione delle Tiny House

Immaginate di svegliarvi in una casetta di legno di appena 12 metri quadrati, circondati dal silenzio e da ampie vetrate che incorniciano paesaggi incontaminati. Questo è il sogno che Friland, startup friulana nata nel 2020, sta trasformando in realtà con un ambizioso piano di espansione: 100 tiny house sparse in tutta Italia entro il 2028. Il viaggio inizia dall’oasi di Scivu in Sardegna, per poi approdare in Trentino e Lombardia, portando ovunque un’ospitalità immersiva e sostenibile. Partecipata da Zest e Lifegate Ventures, Friland ha lanciato un aumento di capitale da 500.000 euro e una campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd, che ha superato l’obiettivo minimo di 200.000 euro nel giorno di apertura e chiuderà il 6 giugno. I fondi finanzieranno l’acquisto di nuove casette, il potenziamento dell’attività commerciale e progetti di ricerca, come uno studio con le Università di Trento e Padova per misurare i benefici psicofisici del contatto con la natura. Dal 2021, Friland ha accolto circa 10.000 ospiti nelle sue piccole unità abitative, realizzate in legno e pensate per chi cerca benessere, isolamento e disconnessione. Un trend in linea con il boom del turismo del benessere, che vale globalmente 830 miliardi di dollari, con un incremento del 19% rispetto al pre-pandemia, e in Italia 3,2 miliardi, con una crescita annua attesa del 10,2%, secondo il Global Wellness Economy Monitor 2024.

Anche il turismo outdoor è in ascesa: nel 2023, il 22% degli italiani ha scelto vacanze nella natura, come riportato da Enit. Friland si distingue per un modello di business ad alta efficienza, con costi di avviamento tra i più bassi del settore, un margine lordo del 65% e un impatto ambientale minimo. Le sue cabine, facili da installare e spostare, richiedono manutenzione ridotta, un format che ha già conquistato il mondo: a fine 2024, Marriott ha acquisito la rete di 1.200 tiny house di Postcard Cabins negli Stati Uniti, mentre realtà come Unplugged in Regno Unito, Raus in Germania e Unyoked in Australia prosperano. La sostenibilità è il cuore di Friland: nel 2024, l’azienda ha prodotto 7.412 kWh di energia solare, evitando 4 tonnellate di CO2, con un obiettivo di 32 tonnellate annue al raggiungimento delle 100 casette. Gli ospiti, attenti all’ambiente, hanno consumato in media solo 44 litri d’acqua al giorno, contro i 200 litri della media nazionale, dimostrando una sensibilità ecologica che si sposa con il modello leggero e reversibile di Friland, capace di portare i visitatori in angoli protetti senza alterarne la bellezza. “Friland nasce dalla convinzione che si possa vivere intensamente senza lasciare impronte permanenti,” spiega Luca Ricchi, co-founder e CEO. “Vogliamo creare spazi che eliminino il superfluo, lasciando emergere la libertà, il silenzio e il ritmo naturale delle giornate.” A guidare il progetto sono Ricchi, con un MBA presso Esade e un passato in Adidas, e Gabriele Venier, cresciuto tra le montagne friulane e formatosi in design industriale, che ha fuso la sua esperienza tecnologica con la passione per la natura. Con la sua visione innovativa e sostenibile, Friland è pronta a ridefinire il turismo italiano, offrendo a tutti la possibilità di ritrovare sé stessi nella natura.

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