PS Ristorante vola a Washington

Dal 13 al 19 novembre si terrà l’ottava edizione de La Cucina Italiana nel mondo la rassegna tematica annuale dedicata alla promozione della cucina e dei prodotti agroalimentari italiani di qualità, promossa dalla rete di Ambasciate, Consolati, Istituti Italiani di Cultura e Uffici ICE all’estero. 

Il tema portante della manifestazione di questo anno è: “A tavola con la cucina italiana: il benessere con gusto” trattando argomenti come la sostenibilità, la salute e la solidarietà a tavola. Tra i tanti eventi organizzati in tutto il mondo, certamente quelli presso l’ambasciata italiana a Washington sono tra i più importanti e attesi. Tra questi spicca la cena che si terrà il 15 novembre, organizzata dall’ambasciatrice italiana Mariangela Zappia nella sua residenza ufficiale, Villa Firenze, per alcuni ospiti, esponenti dell’élite politica, economica, culturale e mediatica della capitale americana. Per l’occasione l’ambasciata italiana ha scelto di invitare Stefano Pinciaroli, chef del Ristorante PS, un’eccellenza in ambito di sostenibilità in cucina. Il ristorante di Cerreto Guidi in Toscana, non solo è stella verde Michelin, ma fa parte di un progetto di sostenibilità ben più ampio e ambizioso Villa Petriolo, che proprio un anno fa ha ricevuto una certificazione GSTC come primo agriturismo al mondo totalmente sostenibile ideato da Daniele Nannetti anima del progetto.

“La cucina italiana, già amatissima dai nostri amici americani per la sua autenticità e qualità, è anche sinonimo di benessere e sostenibilità, in un perfetto connubio tra tradizione e innovazione” ha evidenziato l’Ambasciatrice Zappia, rilevando che “lo chef Pinciaroli e Villa Petriolo ci permettono di valorizzare concretamente, nel quadro della strategia di diplomazia della crescita condotta dalla Farnesina, la leadership italiana in materia di sostenibilità, nella cucina e nel settore agroalimentare nel suo complesso”.

La fattoria Villa Petriolo reinterpreta la storia dell’economia rurale Toscana attraverso un rigenerato concetto di impresa che fonde l’ospitalità con la produzione agricola e l’allevamento naturale all’insegna delle tradizioni locali che da sempre sono state sinonimo di eccellenza nella produzione di farine, carni e vini. Villa Petriolo è uno stile di vita che raccoglie l’esperienza della comunità territoriale e la fonde in nuovi processi di produzione responsabile e sostenibile. Grani antichi Senatore Cappelli, carni di cinta senese, uova, formaggi di capra e pecora, olio e vino sono solo alcuni dei prodotti, rigorosamente biologici, di questo ecosistema che ricerca l’equilibrio tra uomo e natura in ogni suo aspetto. E questo rappresenta a pieno la nuova cultura d’impresa responsabile di cui è sinonimo. “La nuova eccellenza italiana è il risultato dell’armonia tra i più alti standard di qualità e l’etica della sostenibilità che da noi trovano terreno fertile nel senso più letterale del termine” spiega Daniele Nannetti. E tutto questo verrà portato a Washington per realizzare il menù ideato dallo chef che è pensato solo e unicamente con gli ingredienti coltivati e allevati a Villa Petriolo. “Tutto ciò che arriva nel piatto è nato e allevato nel territorio circostante, la cui tracciabilità si può letteralmente toccare con mano”, spiega lo Chef Pinciaroli, “noi possiamo nominare uno ad uno i nostri fornitori perché li conosciamo, sono amici, oltre che parte del nostro progetto da sempre”.

Il 16 novembre invece, lo chef Pinciaroli farà una cena a quattro mani da Centrolina uno dei ristoranti italiani più apprezzati della capitale americana. Lo chef toscano, insieme alla chef e proprietaria Amy Brandwein, nominata più volte tra le donne del food più apprezzate della capitale, costruiranno un menù fresco e stagionale cercando di creare piatti originali, una completa fusione tra la tecnica della Brandwein e la creatività e i dettami di sostenibilità di Pinciaroli, in un mix di ingredienti del mercato di Washington e altri, unici, portati dall’Italia. “Per me, ciò che rende grande un ristorante è una personalità distintiva. Quando si entra, si percepiscono le persone che stanno dietro al ristorante” spiega la chef Amy Brandwein “Ha un senso di stile, calore e fa sentire le persone a casa, indipendentemente dal tipo di ristorante. I grandi ristoranti sono di solito di proprietà di singoli, di piccoli imprenditori, quindi c’è un po’ di eccentricità.” Sulla stessa lunghezza d’onda è anche lo chef Pinciaroli che sottolinea: “Per me la caratteristica di PS è l’unicità, il fattore per cui quando l’ospite si siede a tavola trova qualcosa che non esiste da altre parti, sia dal punto di vista enogastronomico che da quello dell’esperienza”. Quando si dice le grandi menti pensano allo stesso modo. Un’esperienza unica, un connubio originale che darà a pochi fortunati ospiti la possibilità di una rara cena fusion americano-italiana.

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