Editoriale di Andrea Koveos

L’Italia è l’unico paese al mondo in cui è nata prima la cultura e poi la nazione, l’unico paese al mondo in cui è nato prima il bello e poi l’arte. TheUnique è stato concepito per celebrare tutto ciò che rende la nostra terra speciale, oserei dire al di là dei confini geografici e linguistici. La denominazione del Made in Italy, se da una parte comprende le eccellenze prodotte nel nostro Paese, dall’altra, nella mia personale definizione, non può escludere il pensiero, le idee e la filosofia italiani che fungono da modello o ispirazione in ogni parte del mondo. Perché non esiste niente al mondo di bello, che non abbia anche un minimo riferimento all’Italia. E se non lo ha, vuol dire che è brutto. Non si scappa.

La nostra forza sta proprio nel suo carattere di universalità. L’equazione bello-italiano è una gentile concessione che mi sento di fare a tutti coloro che magari hanno avuto qualche difficoltà con la letteratura italiana. Andiamo per ordine e mi spiego: la letteratura italiana è la materia principale nell’esperienza scolastica di tutti i cittadini italiani. Fin dalla scuola elementare la lingua s’impara attraverso la letteratura. L’italiano è la prima materia sulla pagella. Ciò significa che la nostra identità è la nostra identità letteraria. La vera gloria dell’Italia consiste nella sua cultura.

Detto questo, dovremmo escludere a priori chi per esempio non conosce Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Tasso. Ma i tempi sono cambiati e occorre rivedere il canone che definisce l’identità italiana per aprirlo ad altri concetti, ad altre realtà. Si può essere italiani senza conoscere il XXVI canto dell’Inferno? Sì, e TheUnique è qui per dimostrarlo, poiché quegli endecasillabi possono concretizzarsi anche in altre forme, moda, cibo, industria, design, innovazione con il medesimo risultato ottenuto dall’Alighieri: poesia pura. Chi realizza un bel paio di scarpe, italiane ovviamente, in fondo, a modo suo, è un letterato con titoli sufficienti per finire sulla Treccani. La percezione di un’identità italiana, dunque, che va oltre la letteratura e la politica.

C’è di più: se l’identità politica è disunita, quella culturale, nel concetto ampio del termine, è riconoscibile unitariamente. Chi di noi non si riconosce in un piatto di spaghetti pomodoro e basilico o in una Ferrari rosso fuoco? Essere italiani oggi vuol dire appartenere a una comunità culturale in cui, come dicevamo, il bello è il principale tratto distintivo. In sintesi, la fama del nostro Paese è dovuta al fascino e alla seduzione che suscitiamo in ogni parte del mondo. E questo non sta scritto in nessun libro, non è codificato in nessun manuale. Anche in questo TheUnique fa eccezione.

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