La seconda regina italiana alla corte francese: Maria de’ Medici

Maria è la seconda italiana divenuta regina di Francia. Il destino vuole che porti lo stesso cognome della prima Medici, Caterina, che non fu mai molto amata dai francesi. Maria, quindi, deve costruire un ruolo da regina senza potersi ricollegare a modelli passati, primo fra tutti, proprio quello della sua lontana parente.

Quando il marito Enrico IV viene ucciso, lei si trova a dover cambiare nuovamente ruolo: diventa regina reggente, porta al governo il suo stile di influenza medicea, promuove la monarchia allivello culturale ed esercita una politica estera fondamentalmente pacifica.

Un grande matrimonio di prestigio si celebra per procura a Firenze il 5 ottobre 1600 quando Maria de’ Medici diventa regina di Francia grazie alle nozze con Enrico IV. Enrico IV è di stirpe reale mentre Maria arriva da una famiglia di grande cultura e da un paese, l’Italia, culla delle arti. E così, quando la regina si imbarca a Livorno per raggiungere il marito in Francia, la sua nave è una vera dimora principesca galleggiante con statue, ori e pietre preziose, che crea un casuale contrasto con le misere imbarcazioni della marineria francese.

Quando Maria de’ Medici arriva al Louvre, residenza del re di Francia, rimane delusa scoprendo una costruzione sgradevole, a cui si accede attraverso un ponte in legno sopra un fossato maleodorante e composta da appartamenti poco illuminati con mobili deteriorati e arazzi strappati. La nuova regina passa dall’euforia allo sbalordimento, in un’epifania di emozioni che culminano in un grande scoramento. Arriverà anche da un piccolo stato, da una famiglia di banchieri da tanti additati come parvenu, ma la sua vecchia residenza, Palazzo Pitti, vanta una magnificenza incomparabile rispetto al Louvre.

 

In poco tempo, grazie a Maria, il Louvre ritrova il suo antico splendore e nelle stanze della regina vengono trasferiti diversi oggetti che lei stessa ha portato dall’Italia: coppe di diaspro, lampade di alabastro, specchi con cornici d’oro e altri ornamenti preziosi.

Il padre di Maria, il granduca Francesco, ha creato la Galleria degli Uffizi e Maria, affascinata dalle arti e dalla bellezza, ha portato con sé dall’Italia anche alcune opere, così da impreziosire il nuovo palazzo francese.

Come tutti i membri dei Medici, Maria ha una grande sensibilità verso le arti e come d’abitudine di famiglia, anche quando diventa regina di Francia invia emissari in Italia e nel resto d’Europa per scoprire nuovi artisti.

Suo zio Ferdinando de’ Medici, diventato granduca dopo la morte del padre, manda in Francia un consigliere che serva all’amata nipote “da pittore, da scultore e da ingegnere per qualsiasi sorte di invenzioni, ornamenti e fantasie artistiche, case, gallerie e fontane”.

Maria è una grande esperta di metalli e pietre preziose, adora i gioielli e ne indossa in grandi quantità e il suo gusto raffinato, tipicamente fiorentino, non manca mai di distinguersi anche nei preziosi. Oltre alla passione per i gioielli Maria è mecenate di pittori, soprattutto fiamminghi, quali Rubens che per lei dipinge un ciclo celebrativo di 24 tele e Pourbus il suo ritrattista preferito. Lei ama promuovere l’immagine della famiglia reale francese con ritratti che invia poi in dono alle varie corti.

Un’altra arte che Maria contribuisce a perfezionare è quella dei balletti, portando stile e tecniche già in voga da anni a Firenze. La regina chiama a corte anche i fratelli Franchini, maestri dei macchinari di scena, che già si sono distinti nel 1600 in occasione del suo matrimonio con la rappresentazione della prima opera della storia della musica, l’Orfeo ed Euridice di Jacopo Peri.

Per quanto riguarda la scultura, Maria fa collocare sul Pont Neuf una grande statua equestre di Enrico IV commissionata alla bottega fiorentina del celebre Giambologna, dando così grande prestigio alla città.

Ma la più grande opera culturale da lei voluta è di stampo urbanistico: la costruzione di un grande palazzo, il Luxembourg. É una sorta di un nuovo “Palazzo Pitti”, che come scrive la regina alla zia, la granduchessa di Toscana, “ho sempre stimato, per l’ordine della sua architettura e per le grandi comodità che vi si trovano”.

Il finale della sua vita è degno di un romanzo: il figlio la condanna ad un esilio politico e personale grazie anche allo zampino del cardinale Richelieu. Quest’ultimo contribuì a far passare alla storia Maria come una regina straniera succube dei suoi consiglieri italiani, poco dotata politicamente e frivola.

Maria de’ Medici è stata la seconda regina italiana in Francia poco amata dal suo popolo di adozione che, nei secoli, ha cercato di far sopravvivere solo la battuta di una delle tante amanti di suo marito Enrico IV di Borbone che la definì “la grassa banchiera” non tanto per la sua fisicità quanto per la dote smisurata portata alle casse del re che, ciò nonostante, continuava ad essere gran debitore dei Medici, risaltare i lati negativi e cancellarla dalla storiografia. Malgrado l’ostracismo dei francesi, però, la figura di Maria de’ Medici è stata riscoperta negli ultimi grazie a studi più approfonditi ed oggettivi che hanno fatto emergere i meriti della regina italiana, tanto da riconoscerle un ruolo significativo nella storia culturale e artistica del paese, legittimandola come personaggio chiave della modernizzazione culturale francese, grazie – soprattutto – al modello fiorentino.

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