La scommessa di Trevinano          

Il fascino di Trevinano, piccolo borgo dell’Alto Lazio, ti arriva già solamente guardandoti attorno. Poi, se cerchi un motivo per andare a Trevinano, facendoti un paio di ore di auto da Roma, lo trovi ne “La Parolina”, il ristorante stellato di Iside De Cesare.

Il fattore natura, con la maestosità dei boschi della Riserva Naturale di Monte Rufeno, è fuori discussione, così come è fuori discussione l’attaccamento degli abitanti di questo borgo (e zone limitrofe), veri ambasciatori della qualità delle loro produzioni.

Adesso però, Trevinano si trova nella condizione di avere una carta importante da giocare, che è quella dei fondi PNRR che sono stati assegnati al Borgo, con il progetto Trevinano Ri-Wind.

20 milioni di finanziamento presuppongono organizzazione, visione, concretezza e, in particolar modo la capacità di attrarre visitatori, imprenditori, artisti e iniziative capaci di valorizzare il territorio.

Il programma prevede recupero e riqualificazione urbanistica, sviluppo di un turismo sostenibile, cultura, formazione, arte con le residenze d’artista ed enogastronomia.

A mio avviso sarà necessario mettere a punto la capacità di “fare sistema”, pensando ad una roadmap fatta si di valorizzazione di quello che il territorio mette a disposizione, ma anche e soprattutto di un chiave di lettura diversa, fatta di percorsi tematici e, necessariamente di una sorta di allineamento nella crescita di mentalità da parte di tutta la comunità.

Una comunità che ho avuto modo di incontrare. Cordiale e piacevolmente friendly, ma all’atteggiamento personale dovrà necessariamente seguire la capacità di organizzare il territorio nel modo migliore.

Trevinano le risorse naturali le ha. Ora ha anche quelle economiche. Un esempio di coraggio, quello di Iside di “posizionare” la sua stella Michelin in questo Borgo, potrebbe essere un meraviglioso punto di partenza per un nuovo modo di pensare.

Non sarà facile, e la comunicazione, curata da Euromedia, dovrà a mio avviso strizzare l’occhio anche e soprattutto al mercato estero. Mi piace il concetto di antropizzazione, così come il fatto di non dimenticare che attraverso la via Frangicena nel corso dei secoli sono passate persone e storie, vero valore di questo territorio, come sottolineato da Carlo Zucchetti, responsabile di questo progetto.

Però servirà anche innovazione e un pizzico di coraggio.
Attrarre sarà importante, ma lo sarà ancora di più fare in modo che il risultato non sia solamente il fascino di un giorno, ma qualcosa di più duraturo.

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