Il bomber rebel-chic: versatile, sofisticato, anticonformista

Ogni capo ha la sua storia, sempre bellissima, che parla dell’evoluzione di quel modello (iconico) da anni sempre presente in ogni guardaroba perché attuale.

Il bomber e la varsity jacket sono due tra i capi che, intessuti di grande carisma, si sono sempre fatti amare dalle donne di ogni generazione. Unendo queste due icone di stile, POST SCRIPTUM ha creato un mix perfetto per scaldare i look più raffinati in questa stagione autunnale: il capospalla rebel- chic.

È di Stefania Pelucchi, giovane designer e fondatrice del marchio, l’idea di mescolare arte e design di quel bomber indossato dagli aviatori americani della Seconda Guerra Mondiale con bordi di maglia elastica, senza collo e tasche diagonali e il tessuto di lana alla abbottonatura tipica della varsity jacket, status che dagli anni ’30 invade i college della Ivy League.

Le abilità creativa e sartoriale del marchio hanno permesso di prendere capi del guardaroba maschile per trasformarli nella quintessenza dell’empowerment femminile. Ecco, quindi, che il bomber evolve in un capospalla contemporaneo e ricercato, senza scimmiottare i passe-partout della moda uomo ma creando un’esecuzione impeccabile fatta sopraffina cura dei dettagli, eccellenza nella scelta di materiali che muovono da quell’idea precisa di inclusione e versatilità, valori di Post Scriptum fin dalla sua fondazione.

Viene presentato così un giubbotto di lana finestrata come classico esempio di Couture-à-Porter: esclusivo ma vissuto tutti i giorni e in tutte le occasioni, al suo posto anche di sera, sopra un girocollo di cashmere e una gonna a matita tutta di paillettes e perfino nei momenti più preziosi, portato sulle spalle, per riscaldare un lungo abito di chiffon beige.

Dedicato a tutte le donne dalla femminilità non incasellata e dalla forte personalità, abituate a portare i capi maschili alla ribalta nel guardaroba femminile, sarebbe stato sicuramente scelto per l’autunno da Coco Chanel, Lauren Bacall e Katharine Hepburn, che lo avrebbero indossato con pantaloni ampi e scarpe stringate, tratteggiando i diktat di uno stile ancora oggi di tendenza e mai stonato.

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