Elisabetta II e l’amore per l’Italia

La Regina Elisabetta II ha avuto un lungo rapporto con il Bel Paese, dalla sua prima visita nel 1951, quando era principessa ed erede al trono, alla sua ultima visita di Stato nel 2014 da regina.

Oltre sessant’anni di rapporti, cinque viaggi in Italia e chissà che non ce ne siano altri di cui nessuno è a conoscenza. In Italia, proprio nel 1951, festeggiò il suo venticinquesimo compleanno, a Villa Adriana, la residenza di epoca romana fatta costruire dall’imperatore Adriano a Tivoli, poco fuori Roma.

Una visita privata, pur con alcuni impegni istituzionali, come quella della sorella Margaret che prima di lei visitò l’Italia nel 1949 per poi tornarci svariate volte nel corso della sua vita. Dopo Roma, Elisabetta e il marito, il principe Filippo, fecero tappa in una delle città più amate dai loro concittadini britannici, Firenze, capoluogo di una regione molto apprezzata dall’intera famiglia reale.

Negli anni hanno soggiornato in Toscana la principessa Margaret, la regina madre che amava passare il tempo nella tenuta dei Salviati a Migliarino e il principe Carlo che dava sfogo all’arte dipingendo i paesaggi toscani che si prestano da sempre a essere riprodotti. Un’altra passione che lega Elisabetta II alla Toscana è quella per il Brunello che venne scelto, nel 1969, dall’allora Presidente della Repubblica Italiana, Giuseppe Saragat, per una cena con la regina all’Ambasciata italiana di Londra: era un Brunello Riserva 1955, considerato da molti il miglior vino italiano del Novecento.

Tornando alle visite in Italia, Elisabetta fece tappa in diverse città: Venezia, dove ringraziò un gondoliere con un perfetto “grazie”, Milano, Napoli, Torino, dove incontrò l’avvocato Agnelli, e poi la Sardegna.

Ma fu durante una visita lampo in Sicilia che la regina decise di cambiare i programmi all’ultimo minuto. Era il 1992 quando, a pochi giorni dalla strage di Capaci, Elisabetta II infranse il protocollo decidendo di fermarsi e rendere omaggio al giudice Falcone, alla moglie e alla sua scorta uccisi dalla mafia il 23 maggio. Rimase sconvolta e riuscì a ripetere soltanto una parola “Incredibile, incredibile!” per poi fare un leggero inchino per rispetto delle vittime, un omaggio di una sovrana colpita da tanta crudeltà. Elisabetta II era così: non aveva slanci empatici da prima pagina, ma aveva molto rispetto per l’istituzione e una grande compostezza data dal forte senso del dovere.

In un incontro con il principe Giovanelli Marconi, parlando del nonno, il celebre Guglielmo Marconi, la regina sorridendo affermò quanto “bello fosse questo legame che la Gran Bretagna ha da sempre con l’Italia per la creatività“. In poche parole, fece capire la stima che ha sempre avuto per il nostro Paese. Ci mancheranno gli splendidi cappellini e gli outfit colorati che ogni tanto venivano a farci sognare catapultandoci in una fiaba.

 

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