I’m every woman.

Siamo sul set, qualcuno mette la musica e partono le note di Chaka Khan che canta “I’m every woman”, un inno di potere che celebra la forza, la versatilità e la resilienza delle donne a cui rendiamo omaggio in questo numero di dicembre che chiude il primo anno di vita di TheUnique, e che abbiamo voluto interamente dedicare all’universo femminile. (altro…)

Francesco Zizola

Vincitore del World Press Photo of the Year 1996, Francesco Zizola ha documentato i principali conflitti mondiali e le loro crisi nascoste, concentrandosi sulle questioni sociali e umanitarie che definiscono la vita, ricevendo numerosi riconoscimenti, tra cui dieci World Press Photo e sei Picture of the Year International. Con “Mare Omnis”, dove le reti usate per la pesca del tonno fotografate da un drone sembrano raffigurare graffiti arcaici e costellazioni lontane, Zizola ci pone di fronte all’interrogativo di cosa guardiamo veramente quando vediamo un’immagine e, attraverso la fotografia, ci apre nuove possibili comprensioni della complessità della realtà. Chi sei? Sono Francesco e per più di 40 anni ho utilizzato la fotografia per conoscere il mondo e me stesso. Nei primi tre decenni ho voluto conoscere i confini fisici e culturali del nostro pianeta viaggiando lontano dall’Italia e dalla cultura che mi ha generato. Mi sono fatto testimone della verità del dolore degli altri perché ho cercato la verità del mio dolore. Ho probabilmente riconosciuto il dolore degli altri perché ho sentito il mio. Il bisogno di raccontare il mondo degli innocenti e degli ultimi è nato prima che io decidessi di prendere la macchina fotografica in mano. Ho capito poi che con la fotografia potevo raccontare qualcosa che normalmente le persone non vedono. La realtà ai miei occhi assume i contorni simbolici perché scopro tra i suoi strati qualcosa che mi corrisponde e diventa così una realtà condivisa. I primi trent’anni con la fotografia li ho passati a catturare il mondo in cui mi immergevo viaggiando dentro e oltre i confini conosciuti. E poi? Poi ho scoperto che mi piace il mare, che mi piace la poesia, che il mio sguardo poteva continuare a scoprire qualcosa che parte dalla superficie ma continua la ricerca in profondità, che il mio pensiero…

Roberto Ugolini

Una carriera nel private banking per poi approdare al food, italiano e di qualità. Roberto Ugolini, dopo 25 anni trascorsi in Asia, torna a Roma con un progetto preciso: mettere a disposizione del mondo intero le eccellenze italiane con un catalogo di proposte gourmet innovative. Ugolini, un marchio sinonimo di eccellenza nella gastronomia mondiale… Ho iniziato 14 anni fa importando il Made in Italy in Asia, e quando parlo di Made in Italy nel contesto dell’enogastronomia mi riferisco ad un’attività incentrata sulla qualità, sulle eccellenze, sui valori e sui sapori. Purtroppo quando si va all'estero le persone che parlano di italianità sono tante, ma la professionalità è una cosa diversa. Quella asiatica è stata un’esperienza caratterizzata da momenti di crescita e di grandi soddisfazioni, fino all’arrivo del Covid, un momento che ha inevitabilmente interrotto questa tendenza e che mi ha portato a “ripensare” all’Italia. Il mio carattere mi porta, da sempre, a pensare che gli episodi negativi servono da stimolo per generare idee nuove e, anche in questo caso, è andata così. Ho quindi cambiato prospettiva e ho creato un brand il cui obiettivo è quello di pensare, progettare e produrre in Italia per vendere all’estero anche grazie alla collaborazione dei miei figli Giorgio e William, già coinvolti e operativi su diversi mercati in giro per il mondo. Parliamo di una produzione basata sulla ricercatezza, sulla riscoperta di sapori antichi, dei valori del nostro food e delle nostre origini, aggiungendo quel tocco di creatività capace di dare ulteriore appeal ad una materia prima già di per sé di grande pregio. “Ugolini” è il nostro nuovo brand, un nome facile da utilizzare, oramai percepito come sinonimo di qualità per il consumatore e di affidabilità per i nostri partners. Molti anni all’estero, ma con un’anima italiana sempre in primo piano. Mi ritrovo…

Saverio Canepa
la Sfida ITALIANA

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CONSULENTE ED EXECUTIVE CON ESPERIENZA ULTRAVENTENNALE IN OPERAZIONI DI FINANZA STRAORDINARIA ED UNA PARTICOLARE VOCAZIONE PER IL MADE IN ITALY, FRANCESCO SAVERIO CANEPA È IMPEGNATO NELLA PROMOZIONE DEL MADE IN ITALY A LIVELLO INTERNAZIONALE E NELLA CRESCITA ECONOMICA DEL NOSTRO PAESE. Saverio, parlaci di te. Comincerei con il dire che, da oltre vent’anni, mi occupo di finanza straordinaria. Nel corso della mia carriera ho sviluppato una particolare passione per il Made in Italy ed il salvataggio del marchio Borsalino è stato un momento molto significativo per me, poiché mi ha fatto comprendere ancora di più l'importanza di sostenere le aziende italiane più rappresentative della nostra tradizione produttiva. In questi anni ho aiutato diversi investitori istituzionali stranieri a trovare opportunità di investimento in Italia e proprio grazie a queste esperienze ho deciso di fondare Coopera Venture Capital, una società che mira a sostenere le aziende italiane più innovative e di successo. Sono un appassionato del mondo dell'innovazione e dell'imprenditoria, e credo fermamente che queste siano le forze trainanti della crescita economica del nostro paese, spero quindi di poter continuare a contribuire alla promozione del Made in Italy a livello internazionale e alla crescita economica del nostro paese attraverso i miei progetti ed il mio impegno. Come e perché nasce Coopera? Coopera Venture Capital è stata fondata dagli incubatori italiani più influenti con l'obiettivo di promuovere aziende italiane innovative e di successo creando un “hub” capace di attrarre investitori italiani ed esteri. La missione di Coopera è, quindi, quella di sostenere le aziende italiane che mirano ad eccellere nella qualità, nella creatività e nell'innovazione, promuovendo il Made in Italy nel mondo e contribuendo al successo economico del nostro paese. Come fondatore di Coopera ho riconosciuto la necessità di implementare una soluzione di sistema che supportasse le aziende italiane con un approccio a…