A Perugia alla riscoperta di un genio dell’arte

Nell’anno di Perugino, un’esposizione segue le alterne vicende della sua fortuna in età moderna e contemporanea. Dopo la grande mostra “Il meglio maestro d’Italia. Perugino nel suo tempo” che gli ha ridato il ruolo di preminenza artistica che il suo pubblico e la sua epoca gli avevano assegnato, la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia ospiterà dallo scorso 28 ottobre fino al 14 gennaio 2024 la mostra “Sguardi su Perugino.

Dall’età moderna al contemporaneo”, a cura di Carla Scagliosi e Benedetta Spadaccini. Il percorso si compone di 25 opere, tra incisioni, disegni e un dipinto, provenienti, oltre che dalla GNU, da prestigiose istituzioni pubbliche e private, come l’Istituto centrale per la Grafica di Roma, la Biblioteca Marciana di Venezia, la Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli – Castello Sforzesco di Milano e l’Ambasciata del Brasile a Roma. Esposta l’arte di autori quali Tommaso Minardi (1787-1871), artista affascinato dal colorismo veneto e fiammingo e dal disegno quattrocentesco, che divenne promotore del manifesto purista, Giovan Battista Cavalcaselle (1819-1897), fondatore dei moderni studi di storia dell’arte in Italia, il perugino Silvestro Massari (1794-1851), allievo di Minardi e docente di scultura all’Accademia di Perugia, che si dedicò alla riproduzione incisoria di monumenti cittadini.

Tre sezioni documentano la fortuna e il tramandarsi del ritratto dell’artista, la diffusione dei suoi capolavori e delle iconografie più note attraverso il medium della stampa di traduzione e gli errori di attribuzione di opere che, per l’adesione al linguaggio figurativo del “meglio maestro d’Italia”, erano considerate di sua mano. A questi lavori si affianca una sezione virtuale che consta di due filmati: il primo offre la possibilità di sfogliare l’intero album di disegni di Tommaso Minardi esposto in vetrina; l’altro propone una selezione di opere ispirate da Perugino, dall’Ottocento fino ai nostri giorni, dai Preraffaelliti come William Dyce agli autori francesi dell’Ottocento come Ingres o Delacroix, dalle fotografie di Julia Margaret Cameron alle opere astratte di Ian Davenport, per giungere a quegli artisti che sono stati protagonisti negli scorsi anni delle iniziative organizzate dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, da Brian Eno a Roberto Paci Dalò ad altri.

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